Chiesa di San Gaetano
Il contesto
La chiesa di San Gaetano è una parrocchiale di costruzione novecentesca affacciata su via Mac Mahon nel territorio del Decanato Cagnola. La sua vicenda edilizia è stata lunga e interrotta: la prima pietra fu
posata il 1º maggio 1940 su un disegno dell’architetto Giuseppe Martinenghi che risaliva al 1928, ma il cantiere si fermò quasi subito per la guerra e riprese soltanto nel 1954. Eretta a parrocchia nel 1955 dall’arcivescovo Giovanni Battista Montini, la chiesa venne consacrata nel 1960.
Un edificio, insomma, che porta i segni della propria storia e anche quelli dei restauri successivi. Nel corso dei decenni le coperture e i terrazzi erano stati oggetto di riparazioni ripetute che non avevano risolto le infiltrazioni: al contrario, avevano prodotto ulteriori danneggiamenti. L’intervento nasce da qui, dalla necessità di sostituire una serie di rattoppi con una soluzione stratigrafica coerente.
Il dettaglio dell’edificio
La chiesa è dedicata a Gaetano Thiene (1480-1547), cofondatore dei Chierici regolari teatini e detto il Santo della Provvidenza, proclamato santo nel 1671; è affidata ai Servi della Carità, la congregazione fondata da san Luigi Guanella, già presenti nell’adiacente Istituto San Gaetano.
La facciata è a capanna, a ordine unico, in mattoni rossi a vista, attraversata da due colonne monumentali in travertino interrotte da tre bassorilievi in pietra di Aurisina. L’interno è a tre navate, scandite da colonne in cemento armato alte quattordici metri: sopra di esse, su una cornice perimetrale, poggiano otto grandi statue di santi di oltre tre metri.
È il paramento in laterizio a vista, insieme alle coperture in coppi allettati in malta secondo la tecnica dell’epoca, a costituire il fronte più esposto dell’edificio: entrambi avevano accumulato danni che le manutenzioni parziali non erano riuscite a fermare.
Interventi effettuati
- Rimozione del manto esistente
Smontaggio dei coppi e dell’alloggiamento in malta con cui erano stati allettati all’epoca della costruzione, sistema ormai incapace di garantire la tenuta.
- Pulitura del piano di posa
Pulizia accurata delle falde prima della ricostruzione della stratigrafia, per liberare il supporto dai residui di malta e dai depositi.
- Realizzazione del tetto ventilato
Stesura di un tessuto impermeabile fissato con listoni, che genera la camera di ventilazione sottomanto e protegge il supporto dalle infiltrazioni.
- Posa del nuovo manto in coppi
Nuova copertura con sistema di aggancio tra corpo inferiore e corpo superiore del coppo, per garantire nel tempo la tenuta allo scivolamento.
- Cuci e scuci sulle murature
Ricomposizione delle porzioni di muratura in mattoni danneggiate con la tecnica del cuci e scuci, sostituendo gli elementi ammalorati senza interrompere la continuità del paramento.
- Lavaggio e protezione dei mattoni
Lavaggio e impregnazione delle superfici in laterizio e successiva sigillatura dei giunti, a protezione del paramento a vista.
Il risultato
Il cantiere ha sostituito una lunga sequenza di riparazioni parziali con una copertura ventilata completa e con un paramento murario ricomposto nelle parti compromesse: due lavorazioni che agiscono sulla causa delle infiltrazioni invece che sui loro effetti. L’accessibilità in sicurezza di un edificio di queste dimensioni — ponteggi e attrezzature adeguate su coperture alte e articolate — è stata parte integrante del lavoro, non un contorno. Il risultato è stato accolto positivamente dal parroco e dalla comunità parrocchiale.















